Statua del Redentore
Nuoro


La celebre Statua del Redentore, iconica opera in bronzo situata sulla maestosa vetta del Monte Ortobene vicino a Nuoro, è frutto del genio dello scultore Vincenzo Jerace, nato nel 1853 in Calabria. Questo straordinario monumento è diventato un simbolo di profonda importanza non solo per la comunità di Nuoro ma anche per l'intera regione circostante.
Jerace iniziò il suo percorso artistico a Napoli, dove si dedicò inizialmente alla scultura di animali presso la Scuola di Belle Arti di Napoli, realizzò opere in marmo, ceramica e metallo.
La straordinaria abilità artistica di Jerace non passò inosservata, e iniziò a ricevere commissioni da influenti costruttori dell'epoca. Questo lo portò a creare numerosi elementi architettonici storici.
Jerace ottenne riconoscimento anche per le sue statue monumentali, tra cui il possente Leone di Aspromonte, un monumento in gesso in onore di Garibaldi (anche se ora purtroppo perduto), e la celebre Statua del Redentore sul Monte Ortobene a Nuoro, realizzata in occasione del Giubileo del 1900.
La creazione di questo magnifico monumento fu tuttavia segnata da una tragica perdita per Vincenzo Jerace: la morte di sua moglie, avvenuta l'anno successivo. Sotto le rocce circostanti la statua, è incisa una dedica a sua moglie da parte della scrittrice Grazia Deledda. Una leggenda locale narra che la moglie di Jerace, Luisa, fu così colpita dalla grandezza della statua che morì, ma questa storia rimane non confermata e appartiene al folklore.
In ogni caso, l'opera di Vincenzo Jerace ha lasciato un'impronta indelebile, rendendo la Statua del Redentore uno dei luoghi di culto più significativi della Sardegna, venerato da innumerevoli persone.
La storia della Statua del Redentore è intrisa di significato e rappresenta un importante capitolo nella storia di Nuoro e della sua comunità.
Tale iniziativa ebbe origine alla fine del XIX secolo, in onore del giubileo sacerdotale di Papa Leone XIII. Il Papa espresse il desiderio di iniziare il nuovo secolo erigendo monumenti a Cristo Redentore sulle vette delle diciannove regioni italiane, uno per ogni secolo del cristianesimo, e il ventesimo in onore di Leone XIII.
Nel luglio 1899, il Presidente del Comitato Vaticano, il cardinale Domenico Jacobini, comunicò direttamente al Vescovo Monsignor Salvatorangelo Demartis la scelta della Diocesi di Nuoro per ospitare questa maestosa statua. Un comitato esecutivo locale, presieduto dal vescovo e con organizzazione generale a cura del Canonico Pasquale Lutzu, si impegnò nella raccolta di fondi e nella definizione delle caratteristiche dell'opera.
Grazie a sottoscrizioni sostenute dalla stampa sarda e ai proventi di una lotteria, fu raccolta la somma necessaria, ossia 13,825.55 Lire. La scrittrice Grazia Deledda si unì agli sforzi di raccolta fondi scrivendo una lettera al giornale "L’Unione Sarda," pubblicata nel luglio 1901, per sensibilizzare la popolazione all'importanza di questo progetto.
La maestosa statua, alta 7 metri e pesante 18 quintali, fu fusa a Napoli, la città di residenza dell'autore, e quindi trasportata in Sardegna via mare. La statua, suddivisa in tre parti, fu quindi portata sul Monte Ortobene mediante carri trainati da buoi, dove avvenne il suo assemblaggio. L'arduo compito di trasporto e montaggio delle pesanti parti sulla sua base si concluse la mattina del 29 agosto, con una folla di 8,000 fedeli che si riunì per la cerimonia inaugurale, sottolineando l'importanza e la solennità dell'evento.
La Festa del Redentore è nata in concomitanza con l'erezione della statua ed è diventata uno degli eventi religiosi e culturali più significativi della Sardegna. Con il tempo, ha svolto un ruolo fondamentale nella trasformazione di Nuoro da una piccola comunità di pastori e contadini nel capoluogo della terza provincia dell'isola, istituita dal regime fascista nel 1926.
Per evitare sovrapposizioni tra gli eventi sacri e profani, fu deciso di dedicare due giorni separati alla festa: uno in città, caratterizzato dalla parata di costumi tradizionali e dal festival di folklore regionale, e l'altro riservato alle cerimonie religiose e alla celebrazione sul Monte Ortobene.
Ogni anno, il 29 agosto, si tiene una grande celebrazione che si conclude con una messa solenne e un incantevole corteo di costumi, canti e danze tradizionali provenienti da tutta la Sardegna. La Festa del Redentore è uno degli eventi religiosi e culturali più importanti della Sardegna, coinvolgendo l'intera città di Nuoro e migliaia di fedeli e turisti che partecipano a una delle celebrazioni più significative e spettacolari dell'isola.
Ai piedi della formazione rocciosa sulla quale è collocata la statua vi è una lapide dedicata a Luisa contessa Pompeati Jerace, moglie dello scultore, deceduta nell'aprile del 1901, mentre il marito era impegnato nella realizzazione del monumento.
A Luisa Jerace
« Donne nuoresi candidi
vecchi pastori erranti
lavoratori spersi nella vallata aulente
A voi tutti che al cerulo
cadere della sera
volgete gli occhi oranti verso l'immenso altare
dell'Ortobene e al bronzeo
Redentore sorgente
Tra fior di rosee nuvole offrite il vostro cuore
ricordate la tenera
donna che là oltre mare
per voi inspirò l'artefice ed or sciolta dai veli
mortali eletto spirito
oltre i lucenti cieli
offre il fior della preghiera al Redentore »